In primo piano

Costretti all’isolamento: un servizio di supporto psicologico a distanza per i pazienti della Clinica

 La psicologa della Clinica, la dottoressa Katia Marilungo, si mette a disposizione per colloqui a distanza

01/04/2020

In questo periodo così difficile, in cui tutti noi siamo chiamati a un grande impegno nell’isolarci e nel fare a meno di alcune tra le più importanti componenti delle nostre giornate, ovvero la socialità, il contatto e la relazione diretta con gli altri, e i numerosi spostamenti da un luogo all’altro, potrebbe diventare ancora più prezioso il supporto di un professionista che aiuti ad affrontare anche dal punto di vista psicologico e motivazionale questi difficili e delicati momenti.
La psicologa della Clinica, la dottoressa Katia Marilungo, a tal proposito si mette a disposizione per colloqui a distanza, dunque in una modalità del tutto nuova rispetto al passato e compatibile con le restrizioni del momento per affrontare il contenimento del Coronavirus.
Per questo i pazienti della Clinica Villa dei Pini chi volessero usufruire dei colloqui a distanza potranno contattare il numero 3477425177.

UN PERIODO NON FACILE.
IMPORTANTE AFFRONTARLO NEI MODI CORRETTI. VEDIAMO QUALI

“Ci troviamo in una situazione del tutto inusuale, da certi punti di vista paradossale, perché nei casi delle emergenze di solito la cittadinanza viene invitata a stare insieme e quindi a confrontarsi e a sostenersi reciprocamente, invece in questa situazione l’indicazione principale deve essere necessariamente quella dell’isolamento. Il paradosso della socialità dell’emergenza Coronavirus è che ci vuole distanti nel momento del bisogno e, per salvarsi, è necessario tenere la distanza. Ma alla virtualizzazione dei rapporti deve corrispondere un ascolto attento e questo vale per i cittadini confusi in questi giorni, ancora più soli, spesso ansiosi, vale per gli operatori sanitari molti dei quali in isolamento, per quelli che sono al lavoro con carichi di lavoro insostenibili nelle terapia intensive e nei reparti, ma anche per i tantissimi operatori attivi nel numero verde regionale per rispondere alle numerosissime richieste che arrivano.
Questo implica una condizione di attivazione e di stress continuo da parte di tutti gli operatori e quindi vanno assolutamente sostenuti.

IL TEMPO PER SE’
Quello che è utile fare in questa circostanza è riscoprire un tempo dilatato quindi il tempo per se stessi, riscoprire le attività che abbiamo lasciato un po’ indietro, riscoprire l’affetto della propria
famiglia e dei propri cari e quindi una vicinanza più intima. A causa del Coronavirus abbiamo dovuto cambiare molto le nostre abitudini e la nostra quotidianità, mettendo in discussione certezze e sicurezze, contribuendo
ad alimentare un potenziale danno psicologico sia cognitivo che emotivo.

LA PAURA
L’emozione più forte che può presentarsi in questa emergenza è la paura, che non va combattuta o ignorata e comunque non è da demonizzare in quanto ci permette di avere un comportamento responsabile, nonché è una normale reazione all’emergenza, anzi alla pandemia, tutt’ora in corso.
Il problema si presenza quando la paura può portare a perdere la lucidità o ci fa entrare nel panico, o porta all’ ipocondria e quindi si pensa di essere affetti dalla patologia al minimo sintomo influenzale. Oltre alla paura possono presentarsi altre emozioni quali la frustrazione, il senso di impotenza e allo stesso tempo possono esserci pensieri caotici, bombardati dalle notizie che subiamo o che andiamo costantemente alla ricerca con l’illusione di avere un maggiore controllo.

RISCOPRIRSI “DIVERSI” NELL’ISOLAMENTO
Sicuramente in questa fase di isolamento sarà inevitabile riscoprire i rapporti familiari, nonché la propria interiorità in una dimensione meno caotica e più introspettiva. Ci si può riscoprire genitori diversi, figli diversi, con tutte le difficoltà pratiche e logistiche di una convivenza stretta per un
tempo così lungo e così prolungato, senza pause. Condividere spazi, computer per lo smart working o per l’istruzione a distanza richiede organizzazione e rispetto reciproco.
Come in ogni fase di crisi o di necessario cambiamento non tutti hanno le spesse risorse, non tutti reagiscono allo stesso modo, ma ognuno ha il proprio stile di adattamento e la propria resilienza.
Questo implica che ci sarà chi riscoprirà attività, hobby, passioni che si possono svolgere in casa, chi apprezzerà il far fare i compiti ai propri figli o il non sentire la sveglia la mattina, e chi invece sarà sopraffatto dal panico, dal senso di soffocamento causato dalle 4 mura domestiche, dal senso di noia, tristezza, ansia e agitazione. Per queste ultime condizioni la Regione Marche ha attivo un Numero Verde al quale rispondono gli psicologi dell’Emergenza o comunque psicologi competenti ed è bene non esitare di contattarlo in caso si abbiamo vissuti angoscianti per un tempo prolungato.
Inoltre, in questa fase di isolamento i contatti virtuali giocano sicuramente un ruolo decisivo nelle relazioni, perché ci permettono di continuare a vivere amicizie, amori, rapporti di parentela e a sentirci meno soli. Ma attenzione! Utilizzando molto il cellullare o i tablet ci si può imbattere facilmente in fake news o bufale del web, ed è per questo che bisogna stare molto attenti a seguire solo fonti ufficiali ed attendibili.

COME COMPORTARCI CON I BAMBINI?
Per quanto riguarda i bambini è importante assicurare loro un’abitudinarietà perché è nella quotidianità che i bimbi trovano sicurezza, informarli in maniera reale e con un linguaggio semplice della situazione che stiamo vivendo e del perché la stiamo vivendo. Proteggendoli da irrazionalità e allarmismi (tipici degli adulti), i bambini sono in grado di gestire le emozioni.